martedì 4 gennaio 2011

Dimenticati su Elle.it

Il sito Elle.it si occupa di Dimenticati. Con un bellissimo pezzo al femminile scritto dalla grande giornalista Assunta Sarlo.


Onore. L’onore della famiglia. L’onore calpestato. Quante vittime - la stragrande maggioranza sono donne - uccise a tutte le latitudini, in nome e per conto di quell’idea di onore, così lontana da ogni umanità, da qualunque idea di convivenza civile.
Per il ‘ndranghetista l’onore è tutto, “ è il rispetto dei suo simili, è la misura del proprio valore. E fa rima con il dominio sessuale”, scrivono i giornalisti calabresi Danilo Chirico e Alessio Magro nel capitolo Onore e disonore di un libro imponente, Dimenticati (Castelvecchi, 25 euro) che raccoglie – lavoro di anni cominciato con l’archivio Stop ‘ndrangheta e che continua con l’associazione daSud – circa 250 storie di uomini e di donne vittime innocenti di una delle mafie più potenti del mondo.
Tra queste vittime, ci sono le donne cadute per motivi di onore: per aver tradito il codice del clan o un uomo della famiglia, per essersi innamorate dell’uomo sbagliato, per essere incappate sulla loro strada in chi ritiene la donna proprietà e preda, per aver pensato che fosse possibili sottrarsi a una vita già scritta.
Alcune portavano cognomi “importanti” nella geografia malavitosa – si chiamavano Pesce, Bellocco, Labate. Per molte, come la giovanissima Roberta Lanzino, stuprata e uccisa nel Cosentino nel luglio del 1989, giustizia non c’è stata ma c’è memoria viva, se è vero che porta il suo nome il centro antiviolenza di Cosenza.
E poi c’è Annunziata, che è una storia a sé. Così la racconta Danilo Chirico: «Avevamo sentito di questa donna della famiglia dei Pesce scomparsa nel 1981 perché aveva una relazione extraconiugale, massimo affronto, con un carabiniere. Abbiamo chiesto a tutti, inquirenti, giornalisti, esperti e nessuno ricordava. Mentre il libro stava per uscire abbiamo rintracciato e riportato le dichiarazioni del pentito Pino Scrivia che nel 1983 aveva raccontato di una nipote del superboss Peppe Pesce sequestrata a Bagnara dai suoi parenti latitanti e poi uccisa».
«Ma la svolta è avvenuta a libro appena uscito con le importanti dichiarazioni della pentita del clan Giuseppina Pesce che ha cominciato a collaborare con gli inquirenti della procura antimafia di Reggio Calabria. Tutto vero: Annunziata Pesce, vittima due volte, la prima perché uccisa in quanto “colpevole” di amare un carabiniere, la seconda perché dimenticata, è stata, secondo la pentita, ammazzata da un fratello e da un altro membro della famiglia perché il codice mafioso vuole che sia presente uno stretto congiunto. Solo così l’onore viene ristabilito».


3 Gennaio 2011, assunta sarlo

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